GLI OBIETTIVI ECONOMICI DELLA CINA PER IL 2021

In un report governativo del suo Premier Li Keqiang, venerdì scorso la Cina ha comunicato gli obiettivi economici del paese per il 2021.

Secondo le aspettative il PIL crescerà del 6%, passo che sostanzialmente riprende quello interrotto dalla crisi pandemica, dato che la crescita fu la medesima nel 2019. Il 2020 pur si è chiuso con un risultato che, unico tra le grandi economie, rimane positivo del 2,3%.

Tra gli altri target definiti dal governo, un livello del 5,5% di disoccupazione urbana (nel 2020 è stato del 5,6%) e la creazione nelle medesime aree di 11 milioni di posti di lavoro, evidentemente da raggiungere attraverso la migrazione dalle aree agricole. In leggera crescita è prevista l’inflazione, al 3% rispetto al 2,5% del 2020.

E’ bene ricordare come in questo mese verrà approvato il piano quinquennale 2021 – 2025, i cui contenuti sono stati anticipati nell’ottobre scorso, con la definizione della strategia della doppia circolazione, che sancisce una ridefinizione degli obiettivi economici, più orientati verso l’interno che verso le esportazioni e la creazione di surplus commerciale, puntando invece soprattutto su maggiori investimenti finalizzati ad ottenere l’indipendenza tecnologica oltre che un aumento del tenore di vita della popolazione e la crescita della classe media. Ne abbiamo parlato qui https://www.dirittofuturo.org/wp-content/uploads/2021/01/OSFI_Scenario_di_finanza_internazionale_n_9_dicembre_2020.pdf

Coerentemente con questa impostazione il report governativo comunicato da Li Keqiang parla esplicitamente di un “sostanziale equilibrio della bilancia dei pagamenti” che bisognerà vedere se sarà confermato dai numeri reali di fine anno, dato che sarebbe la prima volta che ciò accade. E opportuno dire che tale direzione era in parte in divenire da alcuni anni, con una progressiva riduzione del surplus cinese (valutato rispetto al PIL) che nel 2007 arrivò a superare il 10% a fronte di un 2,1% stimato dall’IFO per il 2020. Nonostante questa diminuzione, relativa, del suo surplus, secondo le stime del medesimo istituto tedesco, nel 2020 la Cina ha per la prima volta superato, in valore assoluto, anche il surplus della Germania.

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