I TASSI DI INTERESSE DELLA BCE

La BCE definisce ogni sei settimane i tassi di interesse che guidano le politiche di finanziamento del sistema bancario e quindi dell’economia dell’intera eurozona.

Quali sono questi tassi e quale è la logica di politica monetaria che vi è sottesa da qualche anno a questa parte?

TASSO SULLE OPERAZIONI DI RIFINANZIMENTO PRINCIPALI: questo è il tasso per i prestiti che la BCE fa alle banche sulle operazioni di prestito della durata di una settimana. Esso è attualmente a zero. Questi tassi raggiunsero il massimo nel 2008 ed arrivarono sino al 4,25%. A seguito della crisi dei mutui subprime iniziarono ad essere abbassati e dal marzo 2016 si trovano a 0. Le banche non hanno quindi costi per questo tipo di operazioni.

TASSO SULLE OPERAZIONI DI RIFINANZIAMENTO MARGINALI: questo è il tasso per i prestiti che la BCE fa alle banche sulle operazioni di prestito overnight (cioè in cui la restituzione del denaro preso a prestito avviene entro la giornata successiva). Esso è attualmente positivo per lo 0,25%, con un processo di progressiva discesa che, analogamente al tasso precedente, parte dal 2008.

TASSO DI INTERESSE SUI DEPOSITI PRESSO LA BCE (TASSO DI DEPOSITO OVERNIGHT): tutte le banche dispongono di cosiddette riserve che non sono altro che il denaro depositato sui conti correnti che non viene prestato, ma diviene appunto riserva bancaria. Una prima quota sono le cosiddette riserve obbligatorie, cioè quelle che le banche sono obbligate a tenere depositate presso la banca centrale del paese di appartenenza, come forma di garanzia. Il calcolo non viene fatto giornalmente, ma sulla media delle ultime sei settimane. Dal gennaio del 2012 la quota di riserva obbligatoria delle banche è dell’1% delle loro passività (prevalentemente costituite dai depositi della clientela). Su questa quota le banche centrali ricevono una remunerazione teorica, che però da tempo è pari a zero.

Per quello che riguarda invece le riserve eccedenti la riserva obbligatoria, queste sono depositate presso la BCE e la remunerazione è invece stabilita dal cosiddetto tasso di deposito overnight. Tale tasso è attualmente negativo: -0,5% ed è stato progressivamente abbassato dal 2014 ad oggi (quando per la prima volta divenne negativo dello 0,1%). Ciò significa che le banche devono pagare per tenere depositato il loro denaro nottetempo presso la BCE. Tale manovra è evidentemente finalizzata a disincentivare le banche dal tenere del denaro fermo senza prestarlo. Questo, se da un lato ha degli effetti negativi sulla redditività delle banche, che col tempo finiscono inevitabilmente con il ricaricare questi costi sui clienti, dall’altro dovrebbe essere un incentivo per le banche stesse a prestare denaro. Per un approfondimento sui tassi di interesse negativi potete scaricare questo nostro report

https://www.dirittofuturo.org/wp-content/uploads/2020/04/OSFI_Scenario_di_finanza_internazionale_n_4_settembre_2019.pdf

La stessa logica, incentivare i prestiti a famiglie e imprese, è sottesa alle operazioni di finanziamento agevolato alle banche (TLTROIII e PELTRO) attualmente in corso, per le quali le banche vengono addirittura remunerate per prestare denaro. Ne abbiamo parlato nel dettaglio qui https://www.dirittofuturo.org/?p=987

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