Un contributo fondamentale nell’uscita dalla recessione più breve della storia (quella post-covid) e al fatto che nonostante i tassi elevati, la massa di debito in circolazione e le riduzioni di bilancio delle banche centrali in corso, ci si trovi al momento in una situazione di relativa calma economia e finanziaria, è stato quello degli stati.
Se non si dà uno sguardo sia al debito accumulato in questi anni sia alla spesa dei governi, è difficile comprendere in pieno quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere nei prossimi anni.
Il ruolo degli stati nelle economie avanzate se è sicuramente importante per comprendere quanto è avvenuto, anche in termini di inflazione, può esserlo anche per comprendere ciò che potrebbe avvenire in futuro. La conversione energetica da un lato e una crescita delle tensioni geopolitiche dall’altro potrebbero far avere agli stati un maggior ruolo di quello che avevano avuto negli ultimi decenni.
Però, a meno di non ipotizzare nei prossimi anni una crescita dei PIL delle economie avanzate che non ha precedenti, questo implicherebbe un maggior peso del debito e quindi con tutta probabilità una crescita dei tassi di interesse, che potrebbe essere sostenibile solo a fronte di una inflazione sufficientemente elevata e tale da portare i rendimenti reali di nuovo in territorio negativo, così come è stato dagli anni ’80 sino a pochi mesi fa
Nelle figure sopra l’andamento del rapporto tra il debito e il PIL nell’Eurozona e negli Stati Uniti. Si noti la crescita a seguito della pandemia di Covid che solo in Europa è stata parzialmente riassorbita.

