{"id":802,"date":"2021-02-15T12:39:13","date_gmt":"2021-02-15T10:39:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=802"},"modified":"2021-02-16T09:53:14","modified_gmt":"2021-02-16T07:53:14","slug":"i-timori-di-inflazione-sono-giustificati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=802","title":{"rendered":"I TIMORI DI INFLAZIONE E LA LEVA FINANZIARIA"},"content":{"rendered":"\n<p>Se si sfogliano le principali pagine di informazione economica non si pu\u00f2 evitare di notare, da qualche mese a questa parte, un gran parlare di inflazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La scorsa settimana il governatore della Bundesbank Jens Weidmann ha affermato che si attende, per l\u2019anno in corso, un rialzo dell\u2019inflazione tedesca del 3%, ben oltre i limiti del target del 2% posto della BCE per l\u2019eurozona. \u00c8 opportuno ricordare che una tale inflazione in Germania, dagli anni \u201990 ad oggi, la si \u00e8 toccata solo nel 2008, prima della crisi dei mutui subprime. Da allora, nonostante le iniezioni di liquidit\u00e0 della banca centrale europea e i tassi di interesse a zero, nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 mai accaduto e l\u2019inflazione in Germania ha superato il 2% solo per brevi periodi. Simile, ma con tassi di aumento dei prezzi ancora pi\u00f9 bassi di quelli tedeschi, \u00e8 stata l\u2019evoluzione dell\u2019inflazione nell\u2019eurozona nel suo complesso, che si \u00e8 spinta al di l\u00e0 del 2% solo per alcuni mesi nel 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si guarda alla situazione attuale della crescita dei prezzi e la si confronta con quella precedente alla pandemia, del resto, poco ci sarebbe da preoccuparsi n\u00e9 si spiegherebbe l\u2019interesse attorno a questo tema (riscontrabile peraltro anche consultando le tendenze nel principale motore di ricerca su internet). Ecco la situazione a confronto nei principali paesi tra il mese di febbraio 2020 e oggi (ultimo dato rilevato di gennaio):<\/p>\n\n\n\n<p>Eurozona: 1,2% &#8211;&gt; 0,9%<\/p>\n\n\n\n<p>Germania: 1,7% &#8211;&gt; 1%<\/p>\n\n\n\n<p>Francia: 1,4% &#8211;&gt; 0,6%<\/p>\n\n\n\n<p>Italia: 0,3% &#8211;&gt; 0,2%<\/p>\n\n\n\n<p>Spagna: 0,7%&#8211;&gt; 0,5%<\/p>\n\n\n\n<p>La medesima analisi su paesi extra UE non offre risultati molto differenti, anzi, nel caso di Cina e Giappone si osserva una deflazione che non si vedeva, nel primo caso dal 2009 e nel secondo dal 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>USA: 2,3% &#8211;&gt; 1,4%<\/p>\n\n\n\n<p>Giappone: 0,7% &#8211;&gt; -1,2%<\/p>\n\n\n\n<p>Cina: 5,2% &#8211;&gt; &#8211; 0,3%<\/p>\n\n\n\n<p>Australia: 1,9% &#8211;&gt;  0,9%<\/p>\n\n\n\n<p>India: 6,5% &#8211;&gt; 4%<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, in nessuna parte del mondo l\u2019inflazione pare essere tornata a livelli pari a quelli precedenti la crisi pandemica, che pur, al netto della Cina, erano comunque valori che facevano rilevare un rallentamento dal 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>Allargando lo sguardo, del resto, la tendenza inflazionistica mondiale appare piuttosto chiara ed \u00e8 di forte declino, come si pu\u00f2 vedere nella figura qui allegata che ne mostra l\u2019evoluzione dal 1980 ad oggi. Sulle ragioni del calo tendenziale dell\u2019inflazione si parla da tempo a tutti i livelli in ambito economico, qui ci possiamo quindi limitare a provare a citare alcune di quelle che possono aver contribuito a questo fenomeno: la crescita della globalizzazione e la conseguente competizione internazionale hanno messo sotto pressione i prezzi dei beni oltre che dei salari, il calo demografico tendenziale nei paesi con economie pi\u00f9 forti porta ad una minore pressione sui prezzi, analogo effetto hanno la ridotta crescita economica (rispetto al periodo che va dagli anni \u201960 agli anni \u201980) nelle medesime economie mature (questo ragionamento, sulla crescita del PIL, esonera chiaramente, almeno sino ad ora, alcune economie emergenti dove, non a caso, l\u2019inflazione, anche per la crescita demografica ancora presente, \u00e8 ben maggiore).<\/p>\n\n\n\n<p>A queste ragioni, che sono fondamentalmente condivise, come possibili \u201cspinte contrarie\u201d ad una salita dei prezzi, se ne aggiungono altre su cui invece il dibattito, anche sulla base della diversa scuola di pensiero economico di appartenenza, \u00e8 pi\u00f9 acceso. La critica di fondo che viene fatta alle politiche delle banche centrali dagli economisti di impostazione macroeconomica keynesiana riguarda l\u2019efficacia stessa delle politiche monetarie per stimolare l\u2019inflazione se non accompagnate da manovre di tipo fiscale che implichino una crescita degli investimenti pubblici e di redistribuzione del reddito. In modo particolare il tema della crescita delle diseguaglianze, un processo in atto almeno dai primi anni \u201980 (lo stesso periodo da cui l\u2019inflazione ha iniziato a calare), viene visto come una delle ragioni della scarsa crescita economica e della conseguente stagnazione dei prezzi che finisce per alimentare la bassa crescita stessa. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato qui:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rapporto-OSFI-7-Giugno-2020.pdf\">https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rapporto-OSFI-7-Giugno-2020.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per tornare ai giorni nostri allora, per quale motivo esiste una preoccupazione crescente per una possibile spinta inflazionistica? Le ragioni sono a nostro parere essenzialmente due.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 che si teme che l\u2019effetto del mix di ripresa economica post pandemica e iniezioni di liquidit\u00e0 delle banche centrali (che sono ulteriormente cresciute dal marzo 2020 e tutt\u2019ora continuano) possa ingenerare tale aumento dei prezzi. \u00c8 difficile dire quanto questo sia giustificato se si osservano i dati reali. Il quantitative easing \u00e8 in corso in Europa (con una breve interruzione) dal 2015, in Giappone dal 2013, negli stessi paesi i tassi di interesse sono da parecchi anni a zero o negativi, ma gli obiettivi di inflazione non sono stati affatto centrati. Anche negli USA, l\u2019obiettivo di inflazione della Federal Reserve, dal 2009 ad oggi, \u00e8 stato superato solo per alcuni mesi nel 2018. In una conferenza stampa di qualche anno fa l\u2019allora Presidente della stessa banca centrale USA Janet Yellen ebbe a dire che \u201cl\u2019andamento dell\u2019inflazione sta diventando difficile da comprendere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda ragione ha invece a che fare con quello che \u00e8 successo in questi anni e che si chiama aumento della leva finanziaria e cio\u00e8 crescita dell&#8217; indebitamento delle istituzioni pubbliche, ma soprattutto di alcune di quelle private. Nel medesimo report che abbiamo citato sopra avevamo analizzato la crescita del debito corporate (cio\u00e8 il debito delle aziende) che, soprattutto in USA, ha ingenerato una massa enorme di titoli finanziari a basso rating come i junk bond o i CLO (collateralized loan obligation che sono obbligazioni garantite da prestiti sottostanti spesso classificati come leveredged, e ad alto rischio). \u00c8 utile notare come dal 2020 il tasso di crescita dello stesso debito definito junk sia aumentato ed abbia iniziato ad essere acquistato sia dalla Fed sia dalla BCE. I soggetti beneficiari di questo denaro sono spesso le cosiddette zombie companies, cio\u00e8 le imprese i cui costi di finanziamento superano i profitti e che sopravvivono in buona parte grazie ai tassi bassi e alla generosit\u00e0 di prestiti favoriti dalla eccezionale iniezione di liquidit\u00e0. Il fenomeno \u00e8 pi\u00f9 diffuso negli USA, ma anche l\u2019Europa, seppur in proporzione minore, non ne \u00e8 immune.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso di questi tempi, che mostra la situazione difficile in cui le banche centrali si sono avventurate (ammesso che avessero una scelta), \u00e8 che se da un lato le politiche monetarie auspicano e sono indirizzate (anche) ad una crescita dell\u2019inflazione, nello stesso tempo non sar\u00e0 facile decidere cosa fare se tali obiettivi dovessero mai essere raggiunti, ma soprattutto superati. Sarebbe allora il momento, per evitare che l\u2019inflazione cresca troppo, di mettere fine alle politiche espansive e soprattutto di ricominciare ad alzare i tassi di interesse, manovra, quest\u2019ultima, che rischierebbe di mettere fine alla vita di molte di quelle imprese che solo di bassi tassi di interesse (e degli acquisti delle banche centrali) stanno vivendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un ulteriore approfondimento sul tema dell\u2019inflazione potete consultare questo nostro report.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Rapporto-OSFI-8-Settembre-2020.pdf\">https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Rapporto-OSFI-8-Settembre-2020.pdf<\/a><\/p>\n<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_07a770537617f' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-802\">Clicca per votare questo articolo!<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-07a770537617f'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-07a770537617f'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='802'\r\n                                      data-rating='5'\r\n                                      data-rater-starsize='32'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='1596c914b5'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-07a770537617f\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"802\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-07a770537617f\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-07a770537617f\" class=\"yasr-vv-text-container\">[Total: <span id=\"yasr-vv-votes-number-container-07a770537617f\">3<\/span>  Average: <span id=\"yasr-vv-average-container-07a770537617f\">5<\/span>]<\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-07a770537617f' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-07a770537617f' class='yasr-vv-bottom-container'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si sfogliano le principali pagine di informazione economica non si pu\u00f2 evitare di notare, da qualche mese a questa parte, un gran parlare di inflazione. 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