{"id":800,"date":"2021-02-14T20:12:37","date_gmt":"2021-02-14T18:12:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=800"},"modified":"2021-02-14T20:12:38","modified_gmt":"2021-02-14T18:12:38","slug":"uno-sguardo-al-surplus-del-giappone-esportazioni-ma-anche-molto-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=800","title":{"rendered":"UNO SGUARDO AL SURPLUS DEL GIAPPONE: ESPORTAZIONI, MA ANCHE MOLTO ALTRO."},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>Un recente working paper del Fondo Monetario Internazionale che analizza il flusso di investimenti da e verso il Giappone ci permette di mettere in evidenza alcune peculiarit\u00e0 di un paese di cui dalle nostre parti, pur rimanendo la terza economia mondiale, non si legge mai molto.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WP\/Issues\/2021\/02\/06\/Japans-Foreign-Assets-and-Liabilities-Implications-for-the-External-Accounts-50058\">https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WP\/Issues\/2021\/02\/06\/Japans-Foreign-Assets-and-Liabilities-Implications-for-the-External-Accounts-50058<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si pensa a paesi come la Germania, la Cina e, appunto, il Giappone, si pensa a paesi \u201cesportatori\u201d, la cui competitivit\u00e0 sui mercati esteri (dovuta al costo dei prodotti e servizi, alla qualit\u00e0 tecnologica o a entrambi i fattori) permette loro pi\u00f9 che di compensare il deficit che si crea a seguito della dipendenza dall\u2019estero tramite le importazioni (che nel caso del Giappone non \u00e8 irrilevante dato la sua scarsa disponibilit\u00e0 di materie prime). Cos\u00ec facendo ci si concentra per\u00f2 solo sulla prima componente dei current account, la bilancia commerciale, trascurando spesso l\u2019effetto della seconda e cio\u00e8 il saldo dei flussi di reddito con l\u2019estero che derivano dagli investimenti, che \u00e8 altrettanto importante per conoscere in quale misura alla fine di ogni anno il singolo paese si trova in attivo o in passivo con l\u2019estero. \u00c8 soprattutto sull\u2019effetto dei redditi da investimento che si concentra questo paper, effetti che come vedremo, nel caso del Giappone, sono tutt\u2019altro che marginali, per non dire decisivi per comprendere la sua posizione finanziaria con l\u2019estero. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Giappone, come anche la Germania e la Cina, risulta essere uno dei paesi che negli ultimi decenni ha riportato un costante surplus del proprio saldo delle partite correnti. Questa voce di contabilit\u00e0 nazionale rileva il saldo dei flussi di denaro in ingresso e in uscita da un paese a seguito dell\u2019import ed export di beni e servizi (bilancia commerciale o trade balance) oltre che quelli di redditi da capitale (suddivisi tra investimenti di portafoglio e investimenti diretti all\u2019estero) e ci fa capire in quale misura il paese si indebita o accumula surplus rispetto agli altri. Un deficit costante ed eccessivo pu\u00f2 essere un problema, specie per paesi non in grado di reperire adeguati finanziamenti e con poche riserve in valuta estera. A scopo didattico ricordiamo che concorrono al saldo delle partite correnti anche il saldo dei redditi da lavoro (che insieme a quelli da capitale vanno a formare il cosiddetto primary income) e i trasferimenti unilaterali (per l\u2019Unione europea il caso pi\u00f9 classico sono i trasferimenti dell\u2019Unione per cui alcuni paesi risulteranno in deficit e altri in surplus) detti anche secondary income. &nbsp;Il contributo di queste due ultime voci (redditi da lavoro e trasferimenti unilaterali) \u00e8 per\u00f2 abbastanza marginale e viene sostanzialmente trascurato in questa analisi sul caso giapponese, che verte invece sul contributo che al saldo delle partite correnti (qui current account, CA) danno i redditi che derivano dagli investimenti da e verso l\u2019estero, che come vedremo sono invece tutt\u2019altro che ininfluenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa che balza all\u2019occhio dalla figura che qui abbiamo riportato (che \u00e8 solo uno dei dettagli che potrete trovare nel paper) \u00e8 infatti come il contributo al saldo positivo del paese (qui analizzato dal 1996 al 2018) arriva proprio dal saldo dei flussi di reddito da investimento pi\u00f9 che dalla differenza (pur mediamente positiva) tra esportazioni e importazioni. Per rendere pi\u00f9 evidente questo aspetto si potr\u00e0 notare dalla medesima figura come per ben 5 anni (dal 2011 al 2015) il Giappone abbia avuto un deficit della bilancia commerciale (ha importato pi\u00f9 di quello che ha esportato), ma il suo bilancio finale di flusso di denaro (current account) \u00e8 rimasto comunque in positivo, grazie proprio al contributo dei redditi da investimento. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I redditi da investimento estero possono essere suddivisi in quelli che derivano dai FDI (foreign direct investment) e quelli che derivano da investimenti di portafoglio in asset finanziari (portfolio investment).<\/p>\n\n\n\n<p>I primi provengono da investimenti nella costruzione all\u2019estero di nuove unit\u00e0 produttive o acquisizione del controllo (anche parziale) di societ\u00e0 estere e saranno in buona misura redditi derivanti dagli utili di queste stesse societ\u00e0. I secondi sono invece redditi che seguono investimenti in asset finanziari esteri come partecipazioni in capitale non di controllo di societ\u00e0 (equity) o di titoli di debito esteri (debit). Analizzando la struttura della posizione netta del Giappone emergono alcuni ulteriori fatti interessanti che spiegano molto sull\u2019economia (e il sistema finanziario) di questo paese e che lo distinguono da altri (come Cina e Germania) che pur hanno ugualmente un saldo costantemente positivo dei current account. Il risultato netto positivo dei flussi di reddito (surplus) \u00e8 dovuto pi\u00f9 che alla elevata quantit\u00e0 di investimenti fatti all\u2019estero rispetto agli altri paesi, alla maggiore redditivit\u00e0 dei suoi investimenti (probabilmente dovuta alla scelta geografica degli stessi), ma soprattutto alla bassissima quantit\u00e0 di investimenti fatti dagli stranieri in Giappone, che si tratti di investimenti reali (FDI) o investimenti di portafoglio. Il saldo \u00e8 dunque positivo non tanto perch\u00e9 il Giappone riceve molti flussi di reddito dai suoi investimenti esteri, ma soprattutto perch\u00e9 ne escono pochi dal paese, dato che gli investimenti esteri sono bassi. Se si guarda ad esempio alla quantit\u00e0 di stock di investimenti diretti (FDI) fatti in Giappone dagli altri paesi sino al 2019, essi erano pari a circa il 4% del suo PIL. Tanto per fare un confronto, in Italia sono pari al 28% del PIL, in Germania al 45%, in USA al 44%, la media mondiale \u00e8 del 43% (questi sono dati OECD che potete trovare qui&nbsp;<a href=\"https:\/\/data.oecd.org\/fdi\/fdi-stocks.htm\">https:\/\/data.oecd.org\/fdi\/fdi-stocks.htm<\/a>). &nbsp;Alle stesse conclusioni si arriva se si analizza il saldo dei redditi da investimento estero di portafoglio. Gli investimenti del Giappone all\u2019estero non sono superiori rispetto a quelli degli altri paesi se confrontati con il suo PIL, ma il saldo tra i redditi in entrata e in uscita rimane molto elevato, anche qui, grazie al fatto che gli investimenti in asset finanziari giapponesi sono molto bassi da parte degli stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, per riassumere, il Giappone investe molto all\u2019estero e compra parecchi asset finanziari in valuta (soprattutto in dollari, di cui \u00e8 il principale detentore), ma non in misura cos\u00ec elevata rispetto a quanto fanno altri paesi maturi (anzi in misura a conti fatti inferiore se si considera la dimensione della sua economia), ma sono pochi gli stranieri che investono in asset Giapponesi, sia quelli reali (FDI) acquisendo aziende giapponesi o parti di esse o costruendo l\u00ec unit\u00e0 produttive, sia quelli finanziari (portfolio investment) comprando asset denominati in yen, che siano azioni o titoli di debito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni di questo sono legate, nel caso degli investimenti diretti, alla complessit\u00e0 e onerosit\u00e0 che talvolta esiste nel fare business in Giappone per uno straniero, ma anche, scrivono gli autori del paper, alle caratteristiche della corporate governance delle aziende in Giappone che rendono pi\u00f9 difficoltoso rispetto ad altri paesi esercitare un controllo anche parziale su una societ\u00e0 da parte di \u201coutsider\u201d di minoranza esteri. La crescita degli investimenti diretti esteri in ingresso (FDI inflows) era uno dei punti in agenda della cosiddetta Abenomics, la politica di rilancio del paese inaugurata dal primo ministro Shinzo Abe nel 2013, che pur (su questo fronte) non ha ancora dato risultati apprezzabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso degli investimenti di portafoglio da parte estera (e quindi della bassa quantit\u00e0 di redditi di questo tipo in uscita dal paese) la ragione \u00e8 egualmente duplice e deriva soprattutto dalla elevata disponibilit\u00e0 di compratori locali istituzionali (come le banche, le societ\u00e0 di assicurazione, i&nbsp; fondi pensione e certamente, negli ultimi anni, anche la banca centrale) che ne assorbono l\u2019offerta, oltre che dal basso rendimento dei titoli di debito giapponesi che non incentivano l\u2019investimento estero (differenza questa che si \u00e8 pur ridotta negli ultimi anni e soprattutto nel 2020 con l\u2019azzeramento di quasi tutti i tassi di interesse dei paesi maturi). &nbsp;Quest\u2019ultimo punto (avere una bassa quantit\u00e0 di debito posseduto dall\u2019estero) \u00e8 di importanza fondamentale per comprendere il motivo per cui il debito pubblico del paese, che ammonta al 230% del suo PIL, \u00e8 considerato ancora sostenibile dalle principali agenzie di rating e dagli investitori esteri che decidono di acquistarlo. Solo il 10% del debito pubblico giapponese \u00e8 detenuto all\u2019estero, per fare un confronto con altri paesi, in USA la quota supera il 30%, in UK e Italia \u00e8 circa il 28%. L\u2019esposizione debitoria con l\u2019estero (soprattutto se in valuta straniera) \u00e8 considerato un fattore di instabilit\u00e0 finanziaria, specie se la quantit\u00e0 di debito \u00e8 elevata. Fattore di instabilit\u00e0 che, almeno per il momento, il Giappone \u00e8 riuscito ad evitare.<\/p>\n<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_6a365071a98e7' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-800\">Clicca per votare questo articolo!<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-6a365071a98e7'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-6a365071a98e7'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='800'\r\n                                      data-rating='5'\r\n                                      data-rater-starsize='32'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='1596c914b5'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-6a365071a98e7\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"800\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-6a365071a98e7\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-6a365071a98e7\" class=\"yasr-vv-text-container\">[Total: <span id=\"yasr-vv-votes-number-container-6a365071a98e7\">6<\/span>  Average: <span id=\"yasr-vv-average-container-6a365071a98e7\">5<\/span>]<\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-6a365071a98e7' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-6a365071a98e7' class='yasr-vv-bottom-container'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente working paper del Fondo Monetario Internazionale che analizza il flusso di investimenti da e verso il Giappone ci permette di mettere in evidenza alcune peculiarit\u00e0 di un paese di cui dalle nostre parti, pur rimanendo la terza economia mondiale, non si legge mai molto. https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WP\/Issues\/2021\/02\/06\/Japans-Foreign-Assets-and-Liabilities-Implications-for-the-External-Accounts-50058 Quando si pensa a paesi come la Germania, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=800\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;UNO SGUARDO AL SURPLUS DEL GIAPPONE: ESPORTAZIONI, MA ANCHE MOLTO ALTRO.&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":787,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"yasr_overall_rating":0,"yasr_post_is_review":"","yasr_auto_insert_disabled":"","yasr_review_type":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-800","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro"],"yasr_visitor_votes":{"stars_attributes":{"read_only":false,"span_bottom":false},"number_of_votes":6,"sum_votes":30},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=800"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":801,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions\/801"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}