{"id":727,"date":"2021-02-07T17:35:55","date_gmt":"2021-02-07T15:35:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=727"},"modified":"2021-02-07T19:05:51","modified_gmt":"2021-02-07T17:05:51","slug":"cancellare-il-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=727","title":{"rendered":"CANCELLARE IL DEBITO?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 di questi giorni il dibattito sulla proposta di alcuni economisti francesi per la cancellazione di una parte del debito dei paesi dell\u2019Eurozona.<\/p>\n\n\n\n<p>Di cosa stiamo parlando?<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta non riguarda una cancellazione generalizzata del debito pubblico dei paesi membri, bens\u00ec solo della quota di questo detenuta dalla Banca Centrale Europea. La medesima, secondo la loro proposta, dovrebbe essere reinvestita per il rilancio dell\u2019economia, in particolare quella green. Si tratterebbe questo di un intervento \u201cuna tantum\u201d la cui necessit\u00e0 viene paragonata a quella che pu\u00f2 scaturire da una situazione post-bellica del tutto eccezionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente la Banca Centrale Europea detiene circa il 25% del debito dell\u2019eurozona (e il 20% di quello italiano). La quota detenuta dalla banca centrale si \u00e8 accresciuta negli anni (dal 2015) a seguito delle manovre di quantitative easing di acquisto di debito pubblico e privato, ulteriormente rafforzate a seguito della pandemia con il piano cosiddetto Pepp (Pandemic emergency purchase programme). Come evidenziato dal grafico allegato, il fenomeno non \u00e8 in realt\u00e0 isolato dato che riguarda diversi paesi, inclusi il Giappone (che ne \u00e8 stato in qualche modo il precursore) e gli Usa, le cui banche centrali detengono ora, rispettivamente, quasi il 45% e il 20% del totale del debito pubblico nazionale, con quote peraltro in aumento, dato che le manovre di acquisto di titoli sono tutt\u2019ora in corso e nel caso di Usa e Giappone non \u00e8 stato indicato alcun termine previsto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il debito posseduto dalle medesime banche centrali \u00e8 considerato pi\u00f9 stabile e sicuro dato che \u00e8 posseduto dalla medesima autorit\u00e0 nazionale e non \u00e8 esposto a vendite massive in caso di tensioni nei mercati come pu\u00f2 essere per il debito posseduto dagli investitori privati, le famiglie e in particolare quello detenuto all\u2019estero. Le Banche centrali hanno utilizzato il riacquisto di titoli con due principali obiettivi, il primo \u00e8 stato quello di finanziare la spesa pubblica degli stati (soprattutto in occasione delle ultime due recessioni economiche, quella che ha fatto seguito alla crisi dei mutui subprime del 2008 e quella attuale a seguito della pandemia), il secondo quello di cercare di far crescere l\u2019inflazione (e questo \u00e8 stato il caso soprattutto di Europa e Giappone). C\u2019\u00e8 da dire che una parte di questo debito rientra contabilmente allo stato, dato che i titoli posseduti dalle banche centrali producono cedole e queste vengono poi \u201cgirate\u201d al medesimo tesoro che ha emesso i titoli che le banche centrali hanno comprato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso della Banca Centrale Europea \u00e8 particolare dato che essa agisce per conto di diverse entit\u00e0 sovrane che sono i paesi membri dell\u2019eurozona, per questo \u00e8 utile dire che i guadagni che derivano dal possesso di titoli di debito (tramite cedole) vengono poi \u201cgirati\u201d ai singoli paesi membri dell\u2019eurozona che partecipano (tramite le loro banche centrali) alla BCE stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare che nel caso dell\u2019Eurozona ai due obiettivi suddetti del QE (finanziare gli stati e cercare di spingere l\u2019inflazione) se ne aggiunge un terzo non meno importante che \u00e8 stato quello di cercare di tenere bassi i tassi di interesse dei paesi membri e in modo particolare di quelli con un debito elevato e quindi pi\u00f9 rischioso (come Italia, Spagna e Grecia). Se quest\u2019ultimo obiettivo, difficile negarlo, \u00e8 stato pienamente raggiunto (quasi tutti i paesi dell\u2019eurozona possono prendere in prestito denaro a tassi addirittura negativi, quello sul decennale italiano \u00e8 oggi allo 0,5%), non altrettanto di successo \u00e8 stato il tentativo di far salire l\u2019inflazione all\u2019obiettivo del 2%, quota che non \u00e8 stata raggiunta nemmeno nel 2018, al massimo dell\u2019espansione economica dell\u2019eurozona. L\u2019inflazione troppo bassa (o addirittura la deflazione cio\u00e8 il calo dei prezzi) \u00e8 considerata non positiva per l\u2019economia, in primis perch\u00e9 non incentiva i consumi e quindi la crescita economica (se i consumatori anticipano nel futuro prezzi stabili o in diminuzione tendono pi\u00f9 facilmente a rimandare gli acquisti, cosa che farebbero meno volentieri se i prezzi venissero visti in salita) oltre che (nel caso di deflazione) gli investimenti, facendo aumentare il valore dei debiti in capo ai privati e allo stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriviamo dunque alla proposta del taglio del debito degli stati membri in mano alla BCE. Il primo obiettivo nelle intenzioni di chi lo propone \u00e8 proprio quello di essere un ulteriore stimolo all\u2019economia e all\u2019inflazione, ma anche di liberare una parte di fardello di debito in capo agli stati (soprattutto quelli pi\u00f9 indebitati). La crisi covid ha accresciuto il debito di tutti i paesi (nel caso dell\u2019Italia siamo passati dal 132% a circa il 160% rispetto al PIL nell\u2019arco di un anno) e questo potrebbe essere un problema nel momento in cui finir\u00e0 l\u2019emergenza e venissero ripristinati i vincoli di bilancio che esistevano sino all\u2019inizio del 2020, reintroducendo (in forma uguale o simile a ci\u00f2 che era prima) il cosiddetto \u201cpatto di stabilit\u00e0\u201d con il quale questi paesi si troverebbero di nuovo in difficolt\u00e0 nel cercare di spingere la loro economia. Quindi l\u2019intenzione \u00e8 cancellare questo debito con un\u2019operazione tecnicamente semplice da parte della banca centrale una volta che i titoli posseduti andranno a scadenza, non chiedendo la restituzione del denaro che verr\u00e0 speso dagli stessi paesi in politiche di investimento sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto alla proposta, gli argomenti dei sostenitori di questa manovra sono stati gi\u00e0 in parte elencati e a loro favore c\u2019\u00e8 senza dubbio in questo momento la quasi totale assenza di inflazione (che in tutto il pianeta \u00e8 in costante discesa dagli anni \u201990) in modo particolare nella zona euro. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Tra chi invece \u00e8 contrario a queste misure (tra cui Christine Lagarde e lo stesso Fabio Panetta, membro per l\u2019Italia del board della BCE) vengono evidenziate non solo le difficolt\u00e0 legali nel compiere questa operazione (anche se non esiste nei fatti alcuna regola che la impedisce), ma soprattutto gli effetti che potrebbe avere. Da un lato verso i mercati finanziari (che non sono altro che coloro che prestano denaro), che potrebbero interpretare la mossa come una evidente debolezza dell\u2019Eurozona e richiedere in futuro maggiori tassi di interesse per acquistare il suo debito (in fondo questi timori non sono molto diversi da quelli di coloro che in Italia sono tutt\u2019ora contrari al MES in quanto temono che questo possa essere interpretato come un segnale di difficolt\u00e0 per l\u2019Italia e quindi peggiorare il suo rating). Dall\u2019altro una simile mossa (anche se nelle intenzioni dei loro promotori non viene dichiarata cos\u00ec) potrebbe creare un precedente che nei fatti darebbe il via libera ad una spesa illimitata nella speranza di un futuro, ed ulteriore, taglio.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo tutto non \u00e8 molto diverso dalla dialettica in vigore sino all\u2019inizio dello scorso anno (e ritornata in occasione dell\u2019accordo sul Recovery Fund) tra i paesi rigoristi e coloro che sono pi\u00f9 favorevoli ad una espansione del debito. Una dialettica di cui, sino a che l\u2019Unione europea non far\u00e0 un passo avanti (ammesso che voglia farlo) verso una convergenza delle politiche fiscali, sar\u00e0 difficile liberarsi.<\/p>\n<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_70b56cb730ae3' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-727\">Clicca per votare questo articolo!<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-70b56cb730ae3'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-70b56cb730ae3'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='727'\r\n                                      data-rating='5'\r\n                                      data-rater-starsize='32'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='1596c914b5'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-70b56cb730ae3\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"727\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-70b56cb730ae3\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-70b56cb730ae3\" class=\"yasr-vv-text-container\">[Total: <span id=\"yasr-vv-votes-number-container-70b56cb730ae3\">4<\/span>  Average: <span id=\"yasr-vv-average-container-70b56cb730ae3\">5<\/span>]<\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-70b56cb730ae3' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-70b56cb730ae3' class='yasr-vv-bottom-container'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 di questi giorni il dibattito sulla proposta di alcuni economisti francesi per la cancellazione di una parte del debito dei paesi dell\u2019Eurozona. 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