{"id":661,"date":"2020-08-17T16:23:08","date_gmt":"2020-08-17T14:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=661"},"modified":"2020-08-18T10:08:41","modified_gmt":"2020-08-18T08:08:41","slug":"il-ruolo-del-dollaro-americano-nel-sistema-monetario-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=661","title":{"rendered":"LA CRISI COVID E IL RUOLO DEL DOLLARO NEL SISTEMA MONETARIO"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel mese di giugno la BIS (Banca per i regolamenti internazionali) ha pubblicato un interessante report che affronta il tema del ruolo del dollaro americano nel sistema di finanziamento internazionale, che trovate a questo link <a href=\"https:\/\/www.bis.org\/publ\/cgfs65.htm\">https:\/\/www.bis.org\/publ\/cgfs65.htm<\/a> in cui si trovano interessanti aggiornamenti anche relativi agli ultimi eventi scaturiti dalla crisi di covid 19.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema monetario internazionale ruota in maniera indiscutibile intorno al dollaro americano. Questo, detto in maniera semplice, vuol dire che il dollaro \u00e8 la valuta pi\u00f9 utilizzata al mondo, sia sul mercato valutario stesso, ma anche nel commercio estero, nel sistema di indebitamento e in generale del sistema di pagamenti internazionale, infine, last but not least, la maggior parte delle riserve delle banche centrali sono in dollari americani.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono le implicazioni di questo e soprattutto, le cose sono destinate a cambiare?<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dollaro \u00e8 la valuta pi\u00f9 scambiata sui mercati valutari, il cosiddetto <strong>Forex<\/strong>, (oltre il 40% degli scambi), segue l\u2019euro con percentuali intorno al 15% dei volumi e lo yen giapponese col 10%. La valuta della seconda potenza economica, la Cina, presenta volumi intorno al 2% del totale. Il mercato delle valute \u00e8 il pi\u00f9 grande al mondo per volumi scambiati, e se una buona parte di questi hanno fini speculativi, il suo ruolo \u00e8 decisivo per ogni persona fisica o giuridica che abbia esigenza di approvvigionarsi di una valuta che non sia quella del paese in cui risiede.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre il 50% degli scambi nel <strong>commercio internazionale<\/strong> avviene in dollari americani (a fronte di una quota degli USA che \u00e8 intorno al 10% nel commercio estero e di poco superiore al 20% del Pil mondiale) e il suo dominio \u00e8 assoluto nel campo delle materie prime che (a partire dal petrolio) sono scambiate in dollari, tanto che i paesi la cui economia \u00e8 quasi esclusivamente legata al petrolio (come l\u2019Arabia Saudita e gli Emirati Arabi) hanno creato un sistema di cambio fisso (il cosiddetto \u201cpeg\u201d) &nbsp;verso il dollaro americano, che lega il valore della loro valuta a quella statunitense, limitando quindi l\u2019incertezza dovuta al cambio.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa il 60% del <strong>debito internazionale<\/strong> (sotto forma di prestiti bancari o obbligazioni) \u00e8 in dollari, solo il 20% in euro, marginali le quote di debiti internazionali contratti in Yen giapponesi e Yuan (la valuta cinese). Soprattutto i paesi con valute deboli e con elevata volatilit\u00e0, sono spesso costrette ad indebitarsi in dollari. Tale prestito garantisce normalmente tassi di interesse inferiori a quelli nella loro valuta e dei minori costi di transazione (grazie al fatto che \u00e8 molto facile trovare dei prestatori in dollari piuttosto che in altre valute meno liquide), ma soprattutto \u00e8 meno esposto ad oscillazione del suo valore rispetto a quanto non possa essere un prestito nella valuta locale (che oscilla molto di pi\u00f9 di quanto non facciano i dollari), questo pu\u00f2 rendere il valore del debito meno incerto e incoraggiare coloro che, all&#8217;estero, valutano di investire in quel determinato paese o azienda prestando denaro (cosa che non farebbero se il prestito fosse nella valuta locale che introdurrebbe un elevato rischio di cambio sulla restituzione del prestito stesso). Ultimo ma non meno importante motivo dell\u2019alta quota di debito contratto in dollari \u00e8 che se il dollaro \u00e8 la valuta pi\u00f9 utilizzata al mondo (lo abbiamo scritto sopra) \u00e8 pi\u00f9 facile che si abbia bisogno di dollari (per comprare petrolio ad esempio) rispetto ad un&#8217;altra valuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dollaro americano \u00e8 la principale <strong>valuta di riserva<\/strong> internazionale. Il 65% delle riserve di valuta sono in dollari americani, solo il 20% in euro, il ruolo delle altre valute, con l\u2019eccezione dello yen giapponese (circa il 4%), \u00e8 marginale. Ogni banca centrale (con l\u2019eccezione della sola Federal Reserve) possiede ingenti quantit\u00e0 di valuta estera nell\u2019attivo del suo bilancio, e la quota principale \u00e8 costituita da dollari americani. Le riserve permettono alla banca centrale, tra le altre cose, di poter influenzare all\u2019occorrenza il cambio della propria valuta (operando sul mercato dei cambi) e finanziare le proprie importazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il dollaro \u00e8 la valuta pi\u00f9 utilizzata al mondo diventa anche quella che tutti vorranno detenere (in forma liquida, sbarazzandosi degli asset rischiosi) quando si approssima il timore di una crisi mondiale, in questo senso il dollaro americano \u00e8 considerata <strong>valuta rifugio<\/strong>. In un certo modo \u00e8 come se esistesse un doppio circuito che influenza il valore di questa valuta. Il primo \u00e8 il circuito nazionale (legato al paese che emette quella valuta), in base al quale i cambi si muovono a seconda di cosa succede negli USA (economia, finanza, politica, \u2026), come avviene per ogni altra valuta. Il secondo circuito invece \u00e8 quello \u201cinternazionale\u201d, e qui il valore del dollaro si separa (in un certo senso) dal paese che lo emette, per diventare una sorta di \u201cvaluta mondiale\u201d che, essendo accettata da tutti, \u00e8 quella che presenta il profilo di rischio minore, perch\u00e9, qualsiasi cosa succeda, almeno sino a che il dollaro sar\u00e0 egemone nel mondo, si trover\u00e0 sempre qualcuno pronto ad accettare dei dollari (cosa che non si pu\u00f2 dire, immaginando scenari catastrofici, per lo yuan e per l\u2019euro, tanto per fare due esempi delle principali valute alternative).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ruolo \u00e8 ben evidenziato nel report della BIS che abbiamo citato, che evidenzia come la quota di prestiti e obbligazioni internazionali emesse in euro e in dollari fosse sostanzialmente eguale nel periodo precedente la crisi dei mutui subprime del 2008 (circa il 40% per ognuna delle due valute) mentre dopo quella crisi il debito emesso in dollari abbia lentamente ricominciato a salire e quello in euro a scendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il mese di marzo di quest\u2019anno, in occasione del panico scaturito dalla diffusione dell\u2019epidemia di Covid, il fenomeno ha raggiunto il parossismo con una ricerca spasmodica da parte di tutti gli operatori di liquidit\u00e0 in dollari che ha portato, tra le altre cose, ad una crescita del suo valore contro tutte le valute nonostante i tassi di interesse americani siano scesi dell\u20191,5% in poche settimane e ha richiesto da parte della Federal Reserve Usa interventi senza precedenti (per un approfondimento su quanto avvenuto vi rimandiamo al nostro sesto report sullo scenario di finanza internazionale, relativo al primo trimestre del 2020, che trovate qui <a href=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?page_id=137\">https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?page_id=137<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto di essere il titolare della valuta di riferimento mondiale di cui si \u00e8 appena detto, concede agli USA un indiscutibile vantaggio, tra cui maggiori possibilit\u00e0 di \u201cstampare denaro\u201d (con manovre di espansione monetaria come quella in corso) senza rischiare una eccessiva svalutazione della propria moneta, di poter sostenere un elevato deficit commerciale con l\u2019estero (non dovendo incorrere in quella che viene definita \u201ccrisi della bilancia dei pagamenti\u201d che si verifica quando un paese viene a mancare di riserve valutarie a causa dell\u2019eccessivo indebitamento con l\u2019estero) e di non dover pagare eccessivi interessi quando emette titoli di stato (nonostante il proprio debito sia tutt&#8217;altro che basso): se il dollaro rimane la valuta pi\u00f9 utilizzata, esister\u00e0 infatti sempre qualcuno disposto a detenere dollari e ad acquistare il suo debito denominato negli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meno importante \u00e8 il fatto che gli Usa, attraverso il proprio sistema bancario, possano controllare la circolazione della pi\u00f9 importante valuta del pianeta. L\u2019OFAC (Office of Foreign Assets Control), posto sotto il controllo del Ministero del Tesoro americano, esercita attivit\u00e0 di investigazione al fine di garantire il rispetto delle sanzioni contro paesi esteri comminando sanzioni alle entit\u00e0 pubbliche e private (banche e aziende) che non le rispettino. Per questa ragione \u00e8 stato definito una delle pi\u00f9 potenti e meno conosciute istituzioni in ambito finanziario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai da parecchi anni ci si interroga sulla possibilit\u00e0 per gli USA di continuare a fare affidamento su questo indiscutibile privilegio e la crisi Covid ha fatto tornare il dibattito pi\u00f9 che mai attuale, dato che questa ha portato il debito pubblico USA alle stelle (ora oltre 23.000 miliardi di dollari, superiore al 115% del PIL, ma la cifra pare destinata a salire) ed ha costretto la Fed a grosse iniezioni di liquidit\u00e0 (che potrebbero in teoria indebolire fortemente la sua valuta).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche da quanto esposto sopra pare per\u00f2 che per il momento non ci sia alcun segnale, almeno dall&#8217;analisi del sistema monetario internazionale, che questo stia avvenendo, anzi parrebbe esattamente il contrario, e in questa crisi il ruolo centrale del dollaro \u00e8 apparso pi\u00f9 forte che mai.<\/p>\n\n\n\n<p>La principale ragione di questo sta a nostro parere non tanto nel fatto che l\u2019economia e l\u2019egemonia geopolitica USA siano in perfetta salute (esistono diversi aspetti che potrebbero far pensare esattamente il contrario, ma ci porterebbero su terreni che esulano dall\u2019obiettivo di questo articolo), quanto alla semplice ragione che non si intravedono al momento alternative al ruolo del dollaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le uniche due valute che potrebbero in qualche modo contrastarlo, o per lo meno eroderne progressivamente il ruolo egemone, sono le valute delle due principali aree economiche alternative e cio\u00e8 la Cina e l\u2019Eurozona.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo la <strong>Cina<\/strong>, come detto il ruolo dello Yuan \u00e8 marginale negli scambi internazionali e questo non \u00e8 altro che il risultato della scelta del governo cinese, dato che con l\u2019eccezione dello Yuan Off shore (che costituisce una quota di circa il 2% degli Yuan in circolazione) la valuta cinese pu\u00f2 essere scambiata solo all\u2019interno del paese, il cambio con il dollaro \u00e8 controllato dalla banca centrale che definisce un riferimento giornaliero attorno al quale \u00e8 ammessa una massima oscillazione del 2% e la mobilit\u00e0 dei capitali \u00e8 limitata (cosa questa peraltro inevitabile conseguenza dei primi due punti). Se questo limita alquanto le possibilit\u00e0 per la Cina di reperire capitale all&#8217;estero tramite debito internazionale (le obbligazioni internazionali cinesi sono circa il 2% del totale emesso) \u00e8 assai difficile che qualcuno decida di scambiare volentieri beni in Yuan, considerando che si troverebbe in mano qualcosa di non utilizzabile se non con la Cina stessa, oltre che soggetto non&nbsp; ad una legge di mercato, ma solamente ai desiderata della Banca Centrale Cinese stessa che controlla il cambio. Ultimo ma non meno importante aspetto \u00e8 che al momento esiste una certa diffidenza (difficile dire quanto fondata) sulla trasparenza dei dati forniti dalla Cina, sia dal punto di vista economico sia finanziario, e questo non pu\u00f2 certo aiutare una eventuale crescita dell\u2019utilizzo della sua valuta (e un acquisto del suo debito) all\u2019estero. Non \u00e8 detto che tutto questo non possa cambiare, ma soprattutto il primo aspetto (legato alla liberalizzazione della circolazione dei capitali e alla completa convertibilit\u00e0 dello Yuan) richiederebbe (ammesso che questa sia la sua intenzione) non pochi cambiamenti nella gestione economica e finanziaria del paese da parte del suo governo che potrebbero richiedere parecchio tempo e altrettanti rischi.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo l\u2019<strong>Europa<\/strong>, pur non essendo presente nessuno dei limiti esposti per la Cina, la debolezza dell\u2019euro rispetto al dollaro su questo fronte ha ragioni a nostro parere pi\u00f9 politiche che finanziarie o economiche, dato che l\u2019Euro possiederebbe tutti i requisiti fondamentali per poter competere almeno alla pari con il dollaro nel ruolo di valuta internazionale, considerando soprattutto il vantaggio legato alla sua posizione di area esportatrice e meno (nel suo complesso) indebitata degli USA, anche sul fronte governativo. Ci sono per\u00f2 nella medesima area ancora troppe incertezze relative al suo stesso futuro, oltre che alla carenza di un reale ruolo politico soprattutto in campo internazionale, rispetto alle quali non si vedono ancora sufficienti margini di miglioramento, nonostante i progressi fatti almeno nell&#8217;ultimo anno.<\/p>\n<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_8bab376d71e00' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-661\">Clicca per votare questo articolo!<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-8bab376d71e00'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-8bab376d71e00'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='661'\r\n                                      data-rating='5'\r\n                                      data-rater-starsize='32'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='1596c914b5'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-8bab376d71e00\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"661\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-8bab376d71e00\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-8bab376d71e00\" class=\"yasr-vv-text-container\">[Total: <span id=\"yasr-vv-votes-number-container-8bab376d71e00\">4<\/span>  Average: <span id=\"yasr-vv-average-container-8bab376d71e00\">5<\/span>]<\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-8bab376d71e00' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-8bab376d71e00' class='yasr-vv-bottom-container'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mese di giugno la BIS (Banca per i regolamenti internazionali) ha pubblicato un interessante report che affronta il tema del ruolo del dollaro americano nel sistema di finanziamento internazionale, che trovate a questo link https:\/\/www.bis.org\/publ\/cgfs65.htm in cui si trovano interessanti aggiornamenti anche relativi agli ultimi eventi scaturiti dalla crisi di covid 19. 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