{"id":1161,"date":"2021-04-11T16:37:27","date_gmt":"2021-04-11T14:37:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=1161"},"modified":"2021-04-11T22:02:11","modified_gmt":"2021-04-11T20:02:11","slug":"dollaro-usa-un-declino-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/?p=1161","title":{"rendered":"DOLLARO USA, UN DECLINO INEVITABILE?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il fondo monetario internazionale ha aggiornato i dati sulla composizione ufficiale delle riserve valutarie (COFER) relative all\u2019ultimo trimestre del 2020. Come mostrato in figura la componente delle riserve valutarie in dollari, ora al 59% (era al 60,5% nel precedente trimestre), \u00e8 in calo da alcuni anni, ma comunque superiore ai minimi del 1991 (quando queste erano scese sotto il 50%).<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa \u00e8 la riserva valutaria di una banca centrale?<\/p>\n\n\n\n<p>Essa \u00e8 una delle componenti degli attivi della banca ed \u00e8 costituita da depositi o titoli in valuta estera. L\u2019accumulo di riserve valutarie pu\u00f2 essere visto come una forma di garanzia che le banche detengono per poter finanziare, quando necessario, il deficit delle partite correnti, oppure per difendere il proprio cambio che eventualmente si apprezza o si deprezza troppo (rispettivamente accrescendole o riducendole).<\/p>\n\n\n\n<p>Le riserve valutarie saranno influenzate dagli scambi con l\u2019estero: se gli scambi con l\u2019estero sono in attivo (ad esempio si esporta e si ricevono flussi di reddito dall\u2019estero pi\u00f9 di quanti ne escano e di quanto si importi) le riserve tenderanno a crescere, viceversa se il paese \u00e8 in deficit le riserve tenderanno a diminuire. &nbsp;\u00c8 evidente quindi che ogni paese tender\u00e0 a detenere una proporzione tra valute estere funzione della diffusione di quelle valute negli scambi internazionali (e come abbiamo visto al momento la quota di dollari nelle riserve \u00e8 del 59%).<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo vedere la crescita o la diminuzione della valuta di riserva detenuta da un paese come il risultato di almeno due fattori: il primo sono i flussi di denaro che derivano dagli scambi commerciali o di reddito con l\u2019estero il cui debito non viene finanziato dai privati e diventa quindi valuta di riserva, il secondo \u00e8 la dimensione dell\u2019economia di un paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo il primo fattore facciamo questo esempio: se un paese importa dei beni (ad esempio gli USA) dal Giappone, il denaro che l\u2019azienda giapponese incasser\u00e0 (in dollari) potr\u00e0 essere depositato presso una banca USA, oppure potr\u00e0 essere rimpatriato e cambiato in Yen. Nel primo caso il denaro diventer\u00e0 un debito della banca USA verso un privato giapponese, nel secondo caso invece la banca centrale giapponese incasser\u00e0 dollari (accrescendo le sue riserve valutarie) e pagher\u00e0 all\u2019esportatore giapponese yen. Mentre nel primo caso l\u2019indebitamento USA \u00e8 cresciuto sotto forma di un debito verso un privato (l\u2019esportatore che ha lasciato il denaro presso una banca in USA), nel secondo invece il debito sar\u00e0 cresciuto sotto la forma dell\u2019aumento delle riserve valutarie (in dollari) della banca giapponese (che ugualmente depositer\u00e0 i dollari in una banca USA, ma saranno denominati come riserve). Tendenzialmente, quindi, un paese esportatore potr\u00e0 con pi\u00f9 facilit\u00e0 veder crescere le sue riserve in valuta estera, e viceversa per un paese importatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo il secondo fattore, se consideriamo che la valuta di riserva \u00e8 una sorta di \u201cgaranzia\u201d per poter finanziare le proprie importazioni e per difendere il proprio cambio, va da s\u00e9 che una crescita dell\u2019economia del paese (e quindi delle sue importazioni) implicher\u00e0 un prudenziale crescente accumulo di riserve. Lo stesso vale in qualche modo per l\u2019intero pianeta: la crescita complessiva della sua economia implicher\u00e0 una crescita (tendenziale) delle riserve complessive in valuta estera.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione dominante del dollaro USA come principale valuta di riserva (il principale concorrente del dollaro \u00e8 l\u2019euro, la cui quota nelle riserve ufficiali \u00e8 al momento limitata al 21%) e in generale come valuta egemone nel pianeta, ha fornito, dal dopoguerra ad oggi, indubbi vantaggi a questo paese.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elevata richiesta di dollari, per il commercio internazionale (otre il 45% \u00e8 in dollari) e sotto forma di valuta di riserva, permette agli USA di avere costi di finanziamento relativamente bassi e poter emettere debito e stampare moneta senza preoccuparsi eccessivamente sia del deprezzamento della loro valuta sia dei costi e dell\u2019ammontare del debito stesso (anche quello verso l\u2019estero). Per dirla in maniera pi\u00f9 semplice, ci sar\u00e0 sempre qualcuno pronto a venire incontro all\u2019offerta di valuta e di debito USA.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto di essere titolare della valuta pi\u00f9 scambiata evita agli USA di doversi preoccupare di detenere quote consistenti di valuta di riserva dato che potr\u00e0 commerciare in buona parte con la valuta che emette evitando quindi i costi di cambio e buona parte delle incertezze dovute al cambio stesso. Nel momento in cui una buona parte degli scambi internazionali avvengono in dollari e il dollaro \u00e8 ovunque accettato, l\u2019esigenza di detenere una quota di valuta estera di riserva per commerciare e a scopo prudenziale per non incorrere in quella che viene definita una \u201ccrisi della bilancia dei pagamenti\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 bassa che in altri paesi (basti dire che tutti gli scambi in materie prime avvengono ancora in questa valuta) e non \u00e8 un caso che gli Usa di riserve valutarie ne detengano molto poche. A questo si aggiunge il vantaggio politico nel poter controllare, tramite il proprio sistema bancario, i finanziamenti in dollari (\u00e8 la Federal Reserve che in ultima istanza stampa questa valuta e sono le banche americane quelle da cui possono arrivare i finanziamenti in dollari). Gli Usa possono quindi facilmente decidere di bloccare il flusso della principale valuta mondiale nel caso in cui ritengano di dover \u201cpunire\u201d qualche paese a loro ostile (sul controllo dei finanziamenti si basa innanzitutto il successo delle politiche di embarghi e sanzioni).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 il futuro del dollaro USA e in quale misura \u00e8 destinato a durare come valuta egemone?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti sostengono inevitabile, in tempi pi\u00f9 o meno brevi, un suo tramonto, lo fanno sulla base di due principali argomentazioni. La prima \u00e8 il crescente debito USA (sia interno, sia verso l\u2019estero) con cui negli ultimi 40 anni il paese ha alimentato la propria crescita economica. Il problema \u00e8 che la prosecuzione di una simile politica rischia di far perdere agli asset (e alla valuta) americani, progressivamente valore, sino a non essere pi\u00f9 riconosciuti come asset sicuro e \u201crisk free\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema degli USA \u00e8 per\u00f2 difficilmente risolvibile, e qui arriviamo alla seconda argomentazione, perch\u00e9 anche qualora gli USA smettessero di indebitarsi con l\u2019estero, smetterebbero cos\u00ec di fornire la liquidit\u00e0 al pianeta per alimentare la crescita e le riserve valutarie di cui il sistema necessita e il ruolo del dollaro sarebbe progressivamente sostituito da qualche altra valuta. Se \u00e8 vero quindi che il mondo necessita di valuta di riserva per finanziare i propri scambi commerciali, il destino del paese che la possiede \u00e8 quello di accrescerla almeno in misura eguale alla crescita dell\u2019economia mondiale. Il problema principale \u00e8 che la crescita del PIL USA \u00e8 decisamente inferiore a quella del PIL mondiale, quindi le alternative sono due: o gli USA sono destinati ad accrescere il proprio deficit con l\u2019estero in maniera illimitata (sino a che diverr\u00e0 insostenibile, insieme al debito complessivo) oppure il ruolo del dollaro tender\u00e0 progressivamente ad indebolirsi sino ad essere scalzato da altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste argomentazioni (che ciclicamente ritornano da almeno 20 anni, senza che nulla sino ad ora sia accaduto) si espongono a nostro parere ad alcune critiche fondate. Riguardo la prima (debito e deficit estero stanno diventando insostenibili), se \u00e8 vero che il deficit USA rispetto all\u2019estero \u00e8 in costante crescita dagli anni &#8217;80 ed \u00e8 arrivato a creare una posizione finanziaria netta negativa per 14.000 miliardi di dollari (pari al 62% del suo PIL attuale), \u00e8 anche vero che questa crescita \u00e8 dal 2006 in costante rallentamento (rispetto al PIL). Anche pensando al debito pubblico, se \u00e8 vero che esso \u00e8 raddoppiato rispetto al 2008, arrivando nel corso del 2020 a superare il 130% rispetto al PIL (il rapporto \u00e8 tuttavia destinato a calare nel corso del 2021), \u00e8 anche vero che ci sono esempi di paesi che ne hanno uno quasi doppio e pur con crescita del PIL inferiore non danno per ora alcun tipo di preoccupazione di sostenibilit\u00e0 (stiamo parlando del Giappone).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"708\" src=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/intinv420-chart-fax-1024x708.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1182\" srcset=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/intinv420-chart-fax-1024x708.png 1024w, https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/intinv420-chart-fax-300x207.png 300w, https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/intinv420-chart-fax-768x531.png 768w, https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/intinv420-chart-fax.png 1276w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Soprattutto, nonostante tale deficit estero e debito, non esistono al momento segnali di un calo della fiducia nella valuta americana e nel loro debito, e questo \u00e8 apparso tanto pi\u00f9 chiaro nei mesi successivo lo scoppio della pandemia nel 2020, in cui \u00e8 salita alle stelle la richiesta di dollari (e di treasury) da parte dei mercati, tanto da costringere la Federal Reserve a riaprire (come gi\u00e0 era stato durante la crisi dei mutui subprime) delle linee di credito dedicate (swap lines) che permettessero alle principali banche centrali di approvvigionarsi di dollari direttamente invece che passare dal mercato (in cui questi scarseggiavano).<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo la seconda argomentazione (il crescente debito e deficit USA sono inevitabili per mantenere una posizione di valuta egemone e di riserva), pare altrettanto quantomeno dubbia la sua fondatezza. Non solo, infatti, non si evidenzia dal dopoguerra ad oggi alcuna correlazione degna di nota tra il deficit USA e la loro posizione di valuta di riserva, anzi, la diffusione del dollaro nei tempi in cui il paese era in surplus  era ben maggiore di quella attuale, ma soprattutto, la quantit\u00e0 di liabilities in circolazione denominati in una certa valuta (ad esempio in dollari) non sono per forza debito del medesimo paese che emette quella valuta, e sta proprio qui la forza di una valuta egemone, nel fatto che anche paesi che non la emettono possono decidere di \u201ccreare debito\u201d in quella medesima valuta, senza che le liabilities del paese che tale valuta emette (in questo caso gli USA) crescano. Non \u00e8 un caso che il debito in circolazione nel mondo denominato in dollari sia ben superiore al debito effettivo degli USA. Secondo i dati forniti dalla BIS, su oltre 50.000 miliardi di titoli di debito denominati in dollari, poco pi\u00f9 i 40.000 sono debito USA, quindi circa 10.000 non lo sono e a questo si vanno a sommare gli \u201calmeno\u201d 6000 miliardi di depositi bancari emessi in dollari fuori dagli USA. Insomma, la crescita della quantit\u00e0 di liabilities in dollari (disponibili per divenire valuta di riserva) non \u00e8 solamente correlata con l\u2019indebitamento USA e la loro quantit\u00e0 pu\u00f2 crescere senza che cresca l\u2019indebitamento del paese sovrano che emette dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ultima argomentazione si pu\u00f2 osservare che, non solo la Cina sia riuscita ad affermare una crescita (seppur modesta) del ruolo della sua valuta negli ultimi anni (passando dallo 0 al 2,5% nel paniere delle riserve ufficiali), nonostante un saldo con l\u2019estero costantemente positivo, ma soprattutto, l&#8217;euro non pare aver patito la crescita del surplus commerciale europeo in termini di diffusione (timore che invece esisteva quando questa valuta fu creata).<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, anche se gli USA dovessero porre fine alla crescita del loro debito e deficit (con scelte politiche che peraltro da alcuni anni stanno gi\u00e0 tentando di fare, seppur con scarso successo per il momento), se \u00e8 vero che questo sarebbe un cambio di paradigma economico (e finanziario) per il pianeta, non per forza significherebbe la fine del dominio della loro valuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successo del dollaro, del resto, non va ricercato solo andando ad analizzare il loro sistema economico e finanziario, ma anche estendendo la visione oltre: da un lato alla capacit\u00e0 del paese di mantenere una egemonia globale, che non si basa solo sulla forza economica e finanziaria, ma anche sull\u2019egemonia politica e militare (le due cose si muovono in maniera parallela e si rafforzano a vicenda) e dall\u2019altro dando uno sguardo a quelli che potrebbero essere i suoi competitor. La diffusione di una valuta \u00e8 frutto non solo di un cambio di abitudini da parte degli operatori economici, ma anche della \u201cfiducia\u201d del sistema nella stabilit\u00e0 di chi la emette, fiducia che, per motivi opposti, n\u00e9 l\u2019euro, n\u00e9 lo Yuan paiono ancor aver acquisito a sufficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un maggiore approfondimento sul sistema finanziario USA e sul ruolo del dollaro nel sistema valutario, potete fare riferimento a questo nostro report. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Supplemento-al-Rapporto-OSFI-10-Marzo-2021.pdf\">https:\/\/www.dirittofuturo.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Supplemento-al-Rapporto-OSFI-10-Marzo-2021.pdf<\/a><\/p>\n<div style='text-align:center' class='yasr-auto-insert-visitor'><!--Yasr Visitor Votes Shortcode--><div id='yasr_visitor_votes_795c90e967a97' class='yasr-visitor-votes'><div class=\"yasr-custom-text-vv-before yasr-custom-text-vv-before-1161\">Clicca per votare questo articolo!<\/div><div id='yasr-vv-second-row-container-795c90e967a97'\r\n                                        class='yasr-vv-second-row-container'><div id='yasr-visitor-votes-rater-795c90e967a97'\r\n                                      class='yasr-rater-stars-vv'\r\n                                      data-rater-postid='1161'\r\n                                      data-rating='4.7'\r\n                                      data-rater-starsize='32'\r\n                                      data-rater-readonly='false'\r\n                                      data-rater-nonce='1596c914b5'\r\n                                      data-issingular='false'\r\n                                    ><\/div><div class=\"yasr-vv-stats-text-container\" id=\"yasr-vv-stats-text-container-795c90e967a97\"><svg xmlns=\"https:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"20\" height=\"20\"\r\n                                   class=\"yasr-dashicons-visitor-stats\"\r\n                                   data-postid=\"1161\"\r\n                                   id=\"yasr-stats-dashicon-795c90e967a97\">\r\n                                   <path d=\"M18 18v-16h-4v16h4zM12 18v-11h-4v11h4zM6 18v-8h-4v8h4z\"><\/path>\r\n                               <\/svg><span id=\"yasr-vv-text-container-795c90e967a97\" class=\"yasr-vv-text-container\">[Total: <span id=\"yasr-vv-votes-number-container-795c90e967a97\">7<\/span>  Average: <span id=\"yasr-vv-average-container-795c90e967a97\">4.7<\/span>]<\/span><\/div><div id='yasr-vv-loader-795c90e967a97' class='yasr-vv-container-loader'><\/div><\/div><div id='yasr-vv-bottom-container-795c90e967a97' class='yasr-vv-bottom-container'><\/div><\/div><!--End Yasr Visitor Votes Shortcode--><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fondo monetario internazionale ha aggiornato i dati sulla composizione ufficiale delle riserve valutarie (COFER) relative all\u2019ultimo trimestre del 2020. 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